RISSA A SCUOLA, LA SANZIONE DEVE RIFLETTERE IL RUOLO DI CIASCUNO. CDS N. 2281/2025

30.03.2025
disclaimer: l'immagine è puramente illustrativa
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A CURA DELL'AVV. LAURA BUZZERIO

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INDICE

1) IL FATTO;

2) LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO;

3) CONCLUSIONI.-

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1. IL FATTO

All'interno di un istituto scolastico, al termine di una lezione, uno studente, dopo una interrogazione, rientra al banco e si accorge della sparizione di una bibita precedentemente acquistata. Dopo aver chiesto ad alta voce chi fosse l'autore della sottrazione, nota due compagni che ridono, e uno dei due indica l'altro come responsabile. La bottiglietta, ormai vuota, viene ritrovata accanto al banco del presunto autore. Lo studente, con spirito goliardico, colpisce leggermente il compagno con la bottiglietta di plastica. Quest'ultimo, però, reagisce in modo violento, sferrando tre pugni – due alla spalla e uno al collo. Nonostante la palese sproporzione tra le condotte, entrambi gli studenti vengono puniti con la medesima sanzione: dieci giorni di sospensione. La misura viene impugnata e la vicenda arriva fino al Consiglio di Stato.-

2. LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO

Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso, rilevando l'illegittimità della sanzione per violazione del principio di proporzionalità. Secondo i giudici, l'istituto scolastico non ha adeguatamente considerato la differente posizione dei due studenti coinvolti: da una parte, un ragazzo che ha subito la sottrazione di un bene e una successiva aggressione; dall'altra, chi ha reagito con violenza a un gesto chiaramente scherzoso. Il giudice amministrativo ribadisce che anche in ambito scolastico la Pubblica Amministrazione è tenuta a valutare in modo complessivo, prudente e ragionevole i fatti, evitando sanzioni indifferenziate e sproporzionate rispetto alla condotta effettiva.-

3. CONCLUSIONI

La pronuncia del Consiglio di Stato rappresenta un importante richiamo al principio di equità nella gestione dei procedimenti disciplinari scolastici. Non è sufficiente individuare genericamente due alunni coinvolti in un episodio: occorre analizzare a fondo il contesto, la dinamica e la gravità delle singole condotte. Solo attraverso una valutazione differenziata e proporzionata si può garantire non solo il rispetto delle regole, ma anche la funzione educativa della sanzione.-

Hai fretta? Andiamo dritti al sodo

🥤 Il fatto: uno studente, dopo aver subito la sottrazione della propria bibita, colpisce scherzosamente un compagno con la bottiglietta; quest'ultimo reagisce con violenza fisica. Entrambi vengono sospesi per 10 giorni.

🤼 Il conflitto: nonostante la diversa gravità dei comportamenti, la scuola applica la stessa sanzione a entrambi gli studenti, senza valutare il contesto e la sproporzione tra le condotte.

⚖️ Il giudizio: il Consiglio di Stato annulla la sanzione, ribadendo che anche in ambito scolastico valgono i principi di equità e proporzionalità nell'applicazione delle sanzioni disciplinari.

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