AMORE HO MAL DI TESTA, QUANDO IL MATRIMONIO DIVENTA BIANCO

A CURA DELL'AVV. MICHELEALFREDO CHIARIELLO
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1) "AMORE MIO, STANOTTE HO MAL DI TESTA": QUANDO IL MATRIMONIO DIVENTA (TROPPO) CASTO TRA "PARACETAMORE E IBUPROSESSO";
2) L'ASSENZA DI RAPPORTI INTIMI È (ANCHE) UNA QUESTIONE GIURIDICA;
3) MATRIMONIO BIANCO: QUANDO IL LETTO DIVENTA UN CAMPO MINATO;
4) IL SESSO È OBBLIGATORIO NEL MATRIMONIO?
5) SESSUALITÀ: TRA IL LECITO, L'ILLECITO E L'INASPETTATO;
6) QUANDO IL RIFIUTO È GIUSTIFICATO;
7) IL SESSO COME ARMA: PUNIZIONI, RITORSIONI, OSSESSIONI;
8) IL "MAL DI TESTA" GIUDICATO DALLA CORTE EUROPEA;
9) UN TEMA CHE RIGUARDA ENTRAMBI I SESSI (E NON SOLO GLI UOMINI);
10) CONCLUSIONI: IL MATRIMONIO NON È UN CONTRATTO SESSUALE, MA…
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🛏️ Un viaggio semiserio — ma con solide basi giuridiche — tra letti freddi, silenzi coniugali e separazioni "a causa di forza maggiore". Un articolo ironico, divertente, provocatorio e, in alcuni casi, fin troppo vero.-
[1] "AMORE MIO, STANOTTE HO MAL DI TESTA": QUANDO IL MATRIMONIO DIVENTA (TROPPO) CASTO TRA "PARACETAMORE E IBUPROSESSO"
In un'epoca in cui il sesso è ovunque — nei meme, nei film, nei social, persino nelle pubblicità dei dentifrici — è un paradosso constatare che proprio laddove dovrebbe essere "di casa", cioè nel matrimonio, spesso latiti. Mentre OnlyFans prolifera, le app di incontri moltiplicano i match ed i siti di escort si prenotano come ristoranti stellati, un numero crescente di coppie dichiara guerra al sesso… dentro le mura domestiche.-
Benvenuti nel mondo dei "matrimoni bianchi", dove tutto è pulito, asettico e incredibilmente silenzioso. Dove le scintille sono diventate camomilla. Ma anche il silenzio, si sa, può essere rumoroso. E nei Tribunali, talvolta, fragoroso.-
In fondo, gli scaffali delle farmacie parlano chiaro, il paracetamolo, l'ibuprofene ed affini non servono solo per l'influenza stagionale, ma sono diventati complici involontari di chi, con improbabili scuse farmacologiche, rinvia sistematicamente l'appuntamento sotto le lenzuola: "Amore, ho mal di testa" è ormai un evergreen... anche se a volte è la scusa a durare più del matrimonio.
[2] L'ASSENZA DI RAPPORTI INTIMI È (ANCHE) UNA QUESTIONE GIURIDICA
Ai sensi dell'art. 143 c.c., i coniugi sono tenuti alla coabitazione, alla reciproca assistenza morale e materiale, e alla collaborazione nell'interesse della famiglia. Sebbene il legislatore non imponga esplicitamente un obbligo giuridico di avere rapporti sessuali, la giurisprudenza ha più volte sottolineato che una relazione coniugale totalmente priva di intimità, se protratta nel tempo e non giustificata, può determinare la crisi del matrimonio stesso.-
In altre parole: non sei obbligato a farlo, ma se mai lo fai — e senza ragione — potresti ritrovarti con una separazione addebitata.-
[3] MATRIMONIO BIANCO: QUANDO IL LETTO DIVENTA UN CAMPO MINATO
La Cassazione ha, piu' volte, ribadito che l'assenza di intimità, se persistente e immotivata, rappresenta una grave violazione dei doveri coniugali. Non si tratta solo di frustrazione e disagio, ma di una vera e propria offesa alla dignità e alla personalità dell'altro coniuge.-
In questo contesto, l'abbandono della casa coniugale non costituisce una colpa, ma una reazione comprensibile e, giuridicamente, legittima. Il coniuge può quindi lasciare il tetto coniugale senza timore di vedersi addebitata la separazione, sempre che riesca a dimostrare che la convivenza era divenuta intollerabile e che la crisi era dovuta anche a tali motivi.-
[4] MA IL SESSO È OBBLIGATORIO NEL MATRIMONIO?
La risposta, paradossalmente, è no. Non esiste un obbligo giuridico di fare sesso. Esiste però un dovere di contribuire alla comunione materiale e spirituale, e la sfera sessuale ne è parte integrante. Il rifiuto ingiustificato e continuativo di avere rapporti può legittimare l'addebito della separazione, a meno che non sia giustificato da cause oggettive (malattie, problemi psicologici, etc.).-
Occorre quindi distinguere il rifiuto sporadico ("stasera no, c'è la Champions") da quello sistematico e punitivo ("mai più finché vivi!"). Il primo è sopportabile, il secondo può essere fatale… giuridicamente parlando.-
[5] SESSUALITÀ: TRA IL LECITO, L'ILLECITO E L'INASPETTATO
La giurisprudenza non giudica ciò che accade sotto le lenzuola, purché vi sia consenso. La Cassazione, infatti, evita accuratamente di distinguere tra "rapporti tipici" e "atipici", "naturali" o "innaturali", limitandosi ad affermare un principio fondamentale: se entrambi i coniugi sono consenzienti, la scelta delle pratiche sessuali è irrilevante per il nostro ordinamento.-
Lo scambismo, il poliamore, i giochi erotici, l'amore in gruppo e/o con partner occasionali: tutto lecito, se condiviso. L'Autorità giudiziaria non può sindacare la creatività erotica, se condivisa, quanto piuttosto verificare, in caso opposto, il rispetto della libertà e della volontà dell'altro.-
[6] QUANDO IL RIFIUTO È GIUSTIFICATO
Infatti, l'imposizione di atti sessuali umilianti, dolorosi o non graditi può rappresentare una violazione grave dei doveri coniugali. Ed è qui che il rifiuto diventa perfettamente legittimo. Il coniuge ha pieno diritto di sottrarsi a rapporti che generano disagio, che appaiono degradanti, che urtino la propria sensibilità fisica o morale.-
In queste situazioni, il "no" non solo è giustificato, ma giuridicamente protetto. Il consenso, per essere valido, deve essere libero, attuale, reversibile ed informato. Nessuno può essere obbligato a fare sesso, neppure all'interno del matrimonio, e l'assenza di desiderio o la non condivisione di una specifica pratica non sono elementi che legittimano un'accusa di colpa, bensì espressione della propria autodeterminazione corporea.-
[7] IL SESSO COME ARMA: PUNIZIONI, RITORSIONI, OSSESSIONI
Non sempre però l'astinenza sessuale è frutto di disagio o disinteresse. In certi casi, la sessualità (o la sua assenza) diventa strumento di controllo, punizione, ricatto emotivo.- Emblematico il caso esaminato dalla Cassazione, anni fai, di un marito che per sette anni aveva rifiutato ogni tipo di intimità con la moglie per punirla di aver preso le parti del fratello in una lite economica Nessuna malattia, nessun trauma: solo una fredda vendetta sotto le coperte, con effetti psicofisici duraturi e irreversibili.-
Ma anche l'eccesso può diventare colpa. Alcune separazioni sono state addebitate a coniugi che imponevano rapporti con modalità ossessive, invadenti, in alcuni casi patologiche. Non è infrequente che il Tribunale consideri come "inaccettabile" una sessualità vissuta unilateralmente, con richieste continue e non rispettose della sensibilità dell'altro.-
Ciò che rileva, ancora una volta, non è il "quanto" o il "come", ma se vi sia rispetto e reciprocità. E questo vale tanto per l'astinenza quanto per la frenesia.-
[8] IL "MAL DI TESTA" GIUDICATO DALLA CORTE EUROPEA
Un importante precedente europeo viene dalla Corte CEDU, che ha condannato lo Stato francese per aver attribuito alla moglie la colpa del divorzio, in quanto si rifiutava di avere rapporti sessuali con il marito. La Corte di Strasburgo ha affermato che il consenso al matrimonio non implica un consenso permanente ai rapporti sessuali, quello che comunemente viene chiamato "marital rape", contrario ad ogni forma di civiltà e di rispetto.-
La libertà sessuale e l'autonomia del corpo sono diritti fondamentali. Costringere moralmente un coniuge a subire rapporti non voluti, è contrario alla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (art. 8 CEDU).-
Assolutamente condivisibile l'orientamento della Corte Europea, ma in questo articolo stiamo esaminato la questione da un altro punto di vista.-
[9] UN TEMA CHE RIGUARDA ENTRAMBI I SESSI (E NON SOLO GLI UOMINI)
Vale la pena sottolinearlo con forza: la questione del matrimonio "bianco", della mancanza di intimità e delle sue implicazioni giuridiche non è un problema maschile, né tantomeno una pretesa che riguarda solo mariti delusi o insoddisfatti.-
Al contrario, molte delle pronunce giurisprudenziali in materia nascono da ricorsi presentati da donne, spesso esasperate da rifiuti sistematici, silenzi affettivi, chiusure emotive e sessuali da parte del partner. Esistono casi in cui è la moglie a invocare l'addebito per la persistente negazione del coniuge maschio, come pure casi in cui è l'uomo a lamentare comportamenti lesivi da parte della moglie (si pensi a chi, per motivi religiosi o morali, decide unilateralmente di astenersi da ogni forma di intimità senza coinvolgere il partner nella scelta).-
Il diritto non fa distinzioni di genere: l'obbligo di contribuire alla comunione materiale e spirituale del matrimonio vale per entrambi i coniugi, e quando viene meno senza giustificazione, può portare a conseguenze per chiunque. L'affettività, la sessualità, il rispetto e la cura reciproca non hanno sesso, ma solo dignità.-
[10] CONCLUSIONI: IL MATRIMONIO NON È UN CONTRATTO SESSUALE, MA…
Il sesso nel matrimonio non è un diritto esigibile per via giudiziaria: non esiste un giudice in grado di imporre l'adempimento forzato dell'obbligo coniugale "sotto le lenzuola"; tuttavia, la sua assenza può produrre conseguenze, anche serie, se compromette la serenità, la dignità e l'equilibrio psicofisico dell'altro coniuge.-
Il nostro ordinamento, dunque, non pretende che ogni notte sia un remake soft di Cinquanta sfumature di grigio, ma nemmeno accetta che la camera da letto si trasformi in un museo del silenzio o in un reality show chiamato Astinenza forzata.-
La chiave resta, sempre, il consenso. Il vero "contratto" del matrimonio è quello affettivo, basato sulla libertà, la condivisione, la cura reciproca. E come ogni contratto d'amore che si rispetti, è fragile, rinegoziabile, e a volte... risolvibile.-
Insomma, che si tratti di maratone notturne, di castità ascetiche o di semplici tregue strategiche, la legge non si interessa a ciò che accade sotto le lenzuola. Tuttavia, se coinvolta, la giustizia può – e deve – valutare tutto ciò che da quel letto è venuto a mancare.-
Hai fretta? Andiamo dritti al sodo:
💋 Passione spenta tra le lenzuola
Nel matrimonio può venire meno l'intimità, anche per lunghi periodi. È il fenomeno dei "matrimoni bianchi", dove il letto coniugale diventa silenzioso… e non solo per scelta romantica.-
💊 "Ho mal di testa": quando l'astinenza diventa cronica
L'assenza ingiustificata e continuativa di rapporti sessuali può compromettere il rapporto coniugale, tanto da portare all'addebito della separazione. Non è obbligatorio fare sesso, ma neppure è indifferente non farlo.-
⚖️ Il Tribunale entra in camera da letto (senza spiarci troppo)
La giurisprudenza non impone la quantità o la qualità del sesso, ma valuta se la mancanza di intimità lede la dignità o l'equilibrio dell'altro coniuge. La Cassazione parla chiaro: il rispetto reciproco è tutto.-
⛔ Astinenza come punizione (o ossessione come colpa)
Rifiutare il sesso per vendetta o insistere in modo ossessivo sono entrambi comportamenti sanzionabili. Il rispetto del corpo e della volontà dell'altro è il fondamento della vita coniugale.-
🎬 Non è sempre Cinquanta sfumature, ma nemmeno un documentario sui pinguini
Il matrimonio non è un contratto sessuale, ma la sua componente affettiva e intima non è accessoria. La legge non chiede prestazioni da film erotico, ma pretende che la relazione non diventi una glaciale convivenza. La parola d'ordine resta: consenso, rispetto e… comunicazione.-
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